Tappa 01 - Dal Lago di Candia a Caluso

L’itinerario prende avvio sulla sponda occidentale del Lago di Candia, in
zona lidoQui è possibile godere di un suggestivo affaccio allo specchio lacustre grazie all’area attrezzata del Comune di Candia Canavese. E' possibile rifornirsi di acqua e usufruire di servizi pubblici. Nelle immediate vicinanze vi sono alcuni ottimi locali con servizio bar e ristorazione.
Lago_di_Candia - Zona Lido
Si procede in direzione nord superando, dopo poco più di 100 mt., la sede della "Canottieri Candia" e seguendo la
carrareccia sterrataIl tracciato si snoda su un ampio sterrato che segue il confine dell’area protetta; sulla destra l’area umida del Parco in cui si segnala la cosiddetta “paludetta”. Sulla sinistra, un dolce rilievo sul quale sorge uno splendido e tradizionale vigneto Erbaluce detto “del Colombaio”.
che si dirige verso le Cascine di Candia.
Dopo 1100 m si raggiunge
un incrocioA sinistra, a circa 300 m di distanza, è presente la stazione ferroviaria di Candia (linea To - Ao); sulla destra uno sterrato che introduce al cuore dell’area protetta e dà accesso ai sentieri del Parco identificato, nell’ambito dei percorsi escursionistici accatastati, come “variante del Parco Naturale” dell’itinerario in oggetto (cod. ETOP105A).
: L’itinerario principale prosegue dritto, con il paese di Candia sulla sx dominato sulla collina dalla Torre di Castiglione e dalla Chiesa di Santo Stefano, sino alla loc. Cascine di Candia.
Torre Castiglione - Candia Canavese
Si prosegue sempre in direzione sud-nord; dopo un brevissimo tratto asfaltato, ci si immette su uno sterrato parallelo alla ferrovia. Questo tratto è caratterizzato dalla presenza di alcuni interessanti risorgive che nel complesso danno origine al Rio Bianizzo. L’area è molto interessante dal punto di vista naturalistico e storico.
Poco oltre il Sentiero si incunea sotto alla ferrovia iniziando la risalita della collina alla nostra sinistra. Dopo poco meno di 4km, si attraversa la SS 26 Chivasso - Ivrea - Aosta (tra i km 17,4 e 17,5). Da qui ci si addentra in un bel bosco collinare lungo una traccia poco ampia che prosegue in costante lieve salita per circa 900 m per poi divenire
più ampia e pianeggiante.Da notare la presenza al bordo di alcuni notevoli esemplari di quercia.
Successivamente l’itinerario entra nel suo tratto più impegnativo: su un’ampia traccia un po’ sconnessa e ad andamento tortuoso, copre in 600 mt un dislivello di circa 60 mt. Si raggiunge così la cresta della collina (loc. Costa di Santo Stefano) che separa il territorio di Barone Canavese dal territorio di Mercenasco. Qui si intercetta la traccia principale dell’Alta Via Morenica (AMI) che scende dalla vicina
Chiesa di Santo Stefano.Alla chiesa gli escursionisti potranno rilassarsi, comodamente accolti da una piccola ma suggestiva area attrezzata dove è presente anche un pannello informativo ricco di interessanti contenuti
Chiesa di Santo Stefano
Da questo punto i due itinerari, SPB e AMI, coincidono per un tratto di circa 1500 m. Si prosegue lasciando un
doppio bivioSulla dx la traccia dell’AMI di collegamento con il paese di Mercenasco; sulla sx il collegamento con l’abitato di Barone C.se - accatastato come tratto del Sentiero delle Pietre Bianche cod. ETOP104A
e procedendo in direzione est-ovest su una
carrareccia in salitaIl tratto è molto bello perché si sviluppa immerso nel ceduo di castagno poco sotto al colmo della collina, su quote prossime ai 400 m slm con alcuni scorci panoramici molto caratteristici. A nord si trovano la pianura interna all' Anfiteatro morenico, compresa tra gli abitati di Romano C.se, Villate, Strambino, l’ex stabilimento Olivetti di Scarmagno con sullo sfondo lo sbocco vallivo della Valle d’Aosta delimitato dai monti Cavallaria e Mombarone. A Sud invece una serie di formazioni collinari moreniche racchiudono alcuni porzioni di pianura e sfumano poi a Sud nella pianura Chivassese-Torinese esterna all'anfiteatro morenico
un po’ sconnessa.
Dopo poco meno di 1 km la traccia piega bruscamente a dx e percorre uno sterrato piuttosto sconnesso e molto ripido (in corrispondenza del quale occorre prestare molta attenzione anche procedendo a piedi). Si perde rapidamente quota e si raggiunge, piegando a sx, un piccolo edificio a servizio dell’acquedotto del Comune di Mercenasco (quota 365 m slm).
In questo punto il nostro itinerario SPB lascia la traccia principale dell’AMI (che si dirige verso nord in direzione del “Passo di Santa Croce”) e prosegue per un breve tratto verso sud prima di piegare a dx, nuovamente verso ovest,
in direzione di Montalenghe.Il presente tratto risulta molto gradevole, immerso in un bel bosco misto di latifoglie sufficientemente folto da ombreggiare bene il sentiero. Si sviluppa su una carrareccia sinuosa che prosegue, senza grandi variazioni di quota(ben segnalata dai numerosi segnavia presenti).
Giunta nelle prossimità dell'abitato di Montalenghe ci si immette nuovamente sul tracciato dell’AMI (traccia di collegamento con Montalenghe). Piegando verso sud-ovest si giunge ai piedi di un meraviglioso selciato dove è presente una
piccola area attrezzataLì sulla sx è presente una risorgiva individuabile per la presenza di un piccolo manufatto in muratura: è la Fonte di Lussana molto nota perché si narra che Napoleone si sia dissetato a questa fontana durante la sua campagna d’Italia.
con annesso pannello informativo.
Lasciata la fonte sulla sx si imbocca il selciato in salita sino a giungere al paese di Montalenghe(quota 355 m slm) presso via Mazzini dove è presente un caratteristico
pilone votivo.Ci si trova in prossimità del sito storico del“Castelvecchio” raggiungibile, proseguendo sull’adiacente via Castelvecchio, con una breve deviazione dal tracciato dell’itinerario. Il sito è interessante non solo per la presenza dei ruderi di un antico castello distrutto intorno al 1300, ma anche per il meraviglioso punto panoramico. Qui oggi sorge una gradevole area attrezzata con annesso pannello informativo. In Montalenghe è possibile sostare per il rifornimento di acqua e per gustare qualche prelibatezza locale.
Dal Lago di Candia sono stati percorsi quasi 9,5.
Tornati sull’Itinerario, in prossimità del pilone votivo di via Mazzini, si imbocca
il sentieroGradevole è la presenza di una serie di panchine in legno che offrono la possibilità agli escursionisti di sostare e di godere della pace e dell’armonia dei suoni del bosco.
che si addentra nel bosco costeggiando il muro della più vicina abitazione. Nel primissimo tratto sale,
poi prosegue in falso piano.La traccia dell’itinerario nel presente tratto segue l’antica e unica via di collegamento tra i borghi di Montalenghe e Orio C.se, documentata in alcune pregevoli carte storiche conservate negli uffici comunali di Montalenghe.
Il sentiero va via via
perdendo lentamente quotaA circa 650 m da Montalenghe il Sentiero conduce gli escursionisti nelle immediate vicinanze di un imponente masso erratico, la cosiddetta “Pera del Vais” (con pannello informativo dedicato), segno tangibile della forza dell’avanzata del ghiacciaio Balteo.
, sempre immerso nel fresco del bosco ceduo di latifoglie. Dopo circa 1600 m, a quota 370 m slm, si giunge ad uno snodo in cui la traccia compie una stretta curva piegando su se stessa e seguendo in direzione ovest-est verso il vicino territorio di Orio C.se.
Dopo circa 1350 m lungo una bella carrareccia in leggera discesa, in alcuni tratti delimitata da pregevoli muretti a secco, ci si immette, piegando a dx, su uno sterrato più ampio che abbandona il fitto del bosco e che rappresenta il collegamento dell’AMI con il paese di
Orio C.se Ci si trova a 200 m dall’abitato di Orio C.se, luogo suggestivo per la posizione collinare dominante la piana sottostante.
.
Successivamente l’itinerario prosegue nuovamente in direzione ovest-est lungo una stradina che costeggia alcuni campi coltivati ed alcune radure e successivamente si immette su una carrareccia più ampia ed in leggera salita che conduce ad un incrocio caratterizzato dalla presenza di alcune imponenti ceppaie di castagno, in Regione Serea (quota 350 m slm).
Da qui l’Itinerario svolta a destra proseguendo in direzione nord-sud raggiungendo le prime case del paese di Barone C.se in
via Santo StefanoDa qui è possibile agevolmente raggiungere il centro storico del piccolo e pregevole borgo di Barone Canavese
e successivamente piega in direzione ovest-est immergendosi dapprima tra i vigneti e successivamente in un’area boscata.
Dopo circa 500 m dal contatto con le case di Barone C.se l’Itinerario SPB incrocia la bella e ampia strada in selciato che scende dall’antico
Monte di Candia.Qui sorge la magnifica Chiesa di Santo Stefano (quota 420 m slm), chiesetta romanica risalente al XI sec. storica meta di pellegrinaggi.
In questa posizione si
incrocia nuovamenteA poca distanza dal presente incrocio, si può fare una deviazione dall’Itinerario e risalire la traccia principale dell' AMI lungo la salita verso Santo Stefano; si raggiunge così la vicina Torre di Castiglione che domina dall’alto il paese di Candia. Poco oltre, lungo il tratto asfaltato in forte pendenza, è possibile godere di una meravigliosa vista su Candia, sul lago, sulla palude, e sulla cerchia morenica che contorna il territorio.
l’AMI che da questo punto, proseguendo in direzione Candia-Caluso coinciderà con il nostro Itinerario per diversi km.
Si prosegue per circa 850 m sino in cima. Raggiunto il colmo dell’antico Monte di Candia con l’antica chiesetta romanica, è possibile rilassarsi approfittando dell’apposita area attrezzata. Tornando sull’Itinerario, si imbocca la
carrareccia in selciato che scende dalla Chiesa di Santo Stefano. Si prosegue in discesa sino ad affacciarsi sulla SS26 (Chivasso – Ivrea – Aosta) in prossimità delle prime case del rione “Costa” di Candia C.se. Qui occorre procedere con molta attenzione vista la pericolosità del tratto di SS26. Tenendosi accuratamente a destra, si imbocca immediatamente una stradina secondaria (via
Riassolo) che scende tra le case per immettersi nuovamente sulla SS26 ad una quota più bassa.
Da qui entrambi gli Itinerari SPB e AMI (traccia principale) sono caratterizzati da un tratto di percorrenza
lungo la SS26Come percorso alternativo, si segnala che presso il primo affaccio alla SS26 che si incontra è possibile, attraversata la Statale, entrare nel centro storico di Candia C.se e riportarsi sull’Itinerario attraversando tutto il paese. Qui è possibile sostare, rifornirsi di acqua e, soprattutto, apprezzare la Chiesa di San Michele e i suggestivi murales che decorano il centro storico.
di circa 300 m in cui occorre prestare la massima attenzione. Passato questo tratto ci si reimmerge nel verde e nella pace del bosco imboccando, a quota 300 m slm, in regione “Molino Boerio”, una stretta stradina asfaltata che dopo una ventina di metri inizia a salire sinuosa lungo la collina.
Dopo un tratto di circa 250 m l’asfalto termina e torna ad essere una pregevole
carrareccia con fondo naturale.La strada è immersa in un bosco misto di latifoglie dominato dai cedui di castagno. Si possono scorgere anche alcuni begli esemplari di quercia.
Come detto, lungo tutto questo tratto e per svariati km successivi il nostro Itinerario SPB coincide con l’Itinerario AMI (traccia principale). La sua percorrenza è agevole e con il suo tracciato sinuoso e movimentato che si sviluppa in direzione nord-sud/est, in poco tempo conduce a
Caluso, presso via San Clemente.La strada sbuca su un breve tratto asfaltato vicino ad alcune isolate abitazioni: siamo a quota 315 m slm e ci troviamo nelle immediate vicinanze di un’area molto interessante dal punto di vista storico in cui sorgono i resti imponenti di un antico castello, il "Castellazzo” di Caluso. E’ un punto molto panoramico da cui è possibile ammirare tutta la piana del Chivassese e del Torinese, la Città di Torino, con alle spalle la cornice di Alpi dominata dal Monviso; dall’altro lato della collina, viceversa, la vista spazia sulla piana interna all’Anfiteatro Morenico di Ivrea con in bella vista il Lago di Candia.
Da qui in 5’ si raggiunge
il centro.Caluso è noto in particolare per il proprio apprezzatissimo vino Erbaluce DOCG. E’ possibile visitare l’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino, la cooperativa produttori Erbaluce di Caluso e le molte note piccole grandi aziende produttrici in cui è possibile degustare e acquistare i migliori prodotti dell’eccellenza vitivinicola locale.
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